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Una seduta di igiene e la gengiva risale sugli incisivi inferiori

· · 4 min di lettura
Tecnica
Terapia parodontale non chirurgica: rimozione professionale di placca e tartaro in seduta singola, con istruzioni di igiene domiciliare
Zona
Incisivi inferiori (settore frontale mandibolare)
Durata
Una seduta, controllo a 1 mese
Fasi documentate
2

Situazione iniziale

Il settore frontale inferiore presenta depositi giallastri sul terzo cervicale degli incisivi centrali e una gengiva marginale arrossata, gonfia, con i margini ispessiti e arrotondati. La papilla fra i due incisivi centrali si presenta come un rilievo rosso e globoso. L’arrossamento si estende alla gengiva aderente e prosegue oltre la linea muco-gengivale.

Sui due centrali il margine gengivale è spostato verso l’apice e lascia scoperta l’area cervicale, in parte occupata dagli stessi depositi.

Piano di trattamento

Terapia parodontale non chirurgica: rimozione del biofilm e dei depositi calcificati sopra e sotto il margine gengivale, associata a istruzioni di igiene domiciliare. È il primo passo previsto da qualsiasi protocollo di trattamento parodontale, e in molti casi è anche l’unico necessario (Sanz et al., 2020).

Nessuna chirurgia, nessun innesto, nessun lembo.

La seduta

Strumentazione professionale del settore, sopra e sotto gengiva, fino alla rimozione completa dei depositi. Istruzioni al paziente sul controllo domiciliare della placca.

Tutto in un appuntamento.

Risultato a un mese

La seconda fotografia è del controllo a trenta giorni. La gengiva è rosa, i margini sono tornati sottili e aderenti al dente, le papille interdentali riempiono gli spazi. L’area cervicale degli incisivi centrali che prima appariva scoperta è di nuovo coperta dal tessuto.

Una nota di lettura sulle due fotografie: sono scattate con la mandibola in posizione leggermente diversa, e nella seconda gli incisivi superiori coprono di più quelli inferiori. Il riferimento da guardare è il rapporto fra margine gengivale e giunzione smalto-cemento, che è quello che si è modificato.

Perché la gengiva è risalita

Due cose sono successe insieme.

La prima è banale e viene spesso sottovalutata: una parte di quella che sembrava radice scoperta era tartaro. Il deposito calcificato copriva il terzo cervicale, e rimuoverlo ha semplicemente restituito l’anatomia reale del dente.

La seconda riguarda il tessuto. Löe, Theilade e Jensen lo dimostrarono nel 1965 con un esperimento rimasto un caposaldo: sospendendo l’igiene si sviluppa gengivite in due o tre settimane, e riprendendola il quadro si risolve in pochi giorni (Löe et al., 1965). È esattamente ciò che si vede qui, con un’aggiunta: il margine non si è limitato a guarire, ha guadagnato posizione. La migrazione coronale del margine gengivale dopo la guarigione è un fenomeno descritto e documentato soprattutto dopo chirurgia muco-gengivale, dove prende il nome di creeping attachment (Wan et al., 2020). Qui il tessuto ha fatto la stessa cosa senza che nessuno lo abbia operato.

Il mese che separa le due fotografie è parte dell’argomento, non un dettaglio di calendario. Il tartaro sparisce nell’ora della seduta; il rimodellamento del tessuto ha bisogno di settimane. Se la seconda immagine fosse stata scattata alzandosi dalla poltrona mostrerebbe soprattutto la rimozione del deposito. A trenta giorni mostra la risposta biologica.

Che cosa questo caso non dimostra

Che l’igiene faccia tornare indietro le recessioni. Di norma succede il contrario.

Una gengiva infiammata è gonfia e occupa una posizione più coronale di quella che le compete: quando l’infiammazione si spegne il tessuto si sgonfia e il margine scende. Per questo dopo una terapia parodontale le recessioni tendono ad aumentare, e il paziente va avvisato prima, non dopo.

Quello che risponde a una seduta di igiene è la componente infiammatoria. Dove la radice è scoperta per abrasione da spazzolamento, per un biotipo gengivale sottile o per una perdita di attacco ormai consolidata, il tessuto non torna su da solo — e serve un intervento diverso, come la chirurgia muco-gengivale di copertura radicolare.

Il valore di questo caso sta altrove: nel ricordare che prima di programmare qualsiasi cosa conviene rimuovere la causa e guardare che cosa resta del problema.

Domande frequenti

Un'igiene professionale può far tornare la gengiva al suo posto?
Può farlo quando la gengiva si è spostata verso l'apice per l'infiammazione, non per una perdita di attacco già consolidata. Rimosso il deposito batterico, il tessuto infiammato recupera tono, spessore e posizione. Dove invece la radice è scoperta per abrasione da spazzolamento, per un biotipo sottile o per una perdita di supporto ormai avvenuta, nessuna seduta di igiene la ricopre: lì serve altro.
Perché di solito dopo l'igiene la gengiva sembra ritirarsi ancora di più?
Perché è quello che succede quasi sempre. Una gengiva infiammata è gonfia di edema e appare più coronale di quanto sia realmente; quando l'infiammazione si spegne, il tessuto si sgonfia e il margine scende. È il motivo per cui dopo una terapia parodontale le recessioni spesso aumentano invece di ridursi. Questo caso va nella direzione opposta, ed è la ragione per cui vale la pena documentarlo.
Che cosa si è fatto esattamente in questa seduta?
Rimozione professionale del biofilm batterico e del tartaro sopra e sotto il margine gengivale, e istruzioni di igiene domiciliare. Nessuna chirurgia, nessun innesto, nessun lembo.
Quanto tempo passa fra le due fotografie?
Un mese. La seconda immagine è del controllo a trenta giorni dalla seduta, non di fine appuntamento. È una distinzione che conta: la rimozione del tartaro è immediata, mentre il recupero di tono, spessore e posizione del tessuto gengivale richiede settimane.
Il risultato è stabile nel tempo?
Dipende interamente dal controllo domiciliare della placca. La gengiva è tornata sana perché è stata rimossa la causa; se il deposito si riforma, l'infiammazione torna e con essa il quadro iniziale. Nella terapia parodontale la seduta professionale apre la strada, il mantenimento quotidiano decide l'esito a distanza.

Referenze

  1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14296927/
  2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32383274/
  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32896991/

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