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Denosumab: tutti i nomi in commercio in Italia

Il principio attivo è uno. I nomi sulla scatola sono 18. Prolia è l’originale per l’osteoporosi; Obodence e Stoboclo e gli altri sono biosimilari. Per sapere che cosa prendi, e che cosa cambia dal dentista, contano due cose: il principio attivo e la dose.

60 mg ogni sei mesi: l’osteoporosi

Un’iniezione sotto la pelle ogni sei mesi. È la terapia dell’osteoporosi e della perdita ossea da farmaci ormonali. Questi sono i medicinali in commercio:

Nome sulla scatolaAzienda titolareTipo
ProliaAmgenoriginale
BildyosSciencepharmabiosimilare
ConexxenceFresenius Kabibiosimilare
IzambyMabxiencebiosimilare
JubbontiSandozbiosimilare
JunodGedeon Richterbiosimilare
ObodenceSamsung Bioepisbiosimilare
OsvyrtiAccordbiosimilare
StobocloCelltrionbiosimilare
ZadenviZentivabiosimilare

120 mg ogni quattro settimane: le metastasi ossee

Dose doppia, ogni mese. Si usa in oncologia, per proteggere lo scheletro dalle metastasi ossee e nel tumore a cellule giganti dell’osso.

Nome sulla scatolaAzienda titolareTipo
XgevaAmgenoriginale
BomyntraFresenius Kabibiosimilare
DenbrayceMabxiencebiosimilare
JubereqAccordbiosimilare
OsenveltCelltrionbiosimilare
WyostSandozbiosimilare
XbrykSamsung Bioepisbiosimilare
YaxwerGedeon Richterbiosimilare

Autorizzati ma senza confezioni in commercio alla data della verifica: Acvybra (60 mg), Evfraxy (60 mg), Osqay (60 mg), Ponlimsi (60 mg), Bilprevda (120 mg), Degevma (120 mg), Enwylma (120 mg), Vevzuo (120 mg), Xbonzy (120 mg).

Fonte: Banca Dati Farmaci AIFA, verificata il 8 ottobre 2026. L’elenco cambia quando arrivano nuovi biosimilari; il nome che prendi lo decide chi prescrive.

Un biosimilare è la stessa cosa di Prolia?

Sul piano clinico, sì. Un biosimilare non è un generico: una proteina complessa non si copia identica. È un medicinale biologico autorizzato dopo un confronto diretto con l’originale, per qualità, sicurezza ed efficacia. Molecola, bersaglio e meccanismo sono gli stessi. Anche le precauzioni.

Il denosumab non è un bifosfonato. Blocca RANKL, il segnale che fa maturare gli osteoclasti, e non si deposita nell’osso: il suo effetto finisce in pochi mesi. Per questo non si interrompe mai da soli: alla sospensione l’osso si riassorbe di colpo, con un rischio di fratture vertebrali. Approfondimento nella voce di glossario denosumab.

Cosa cambia dal dentista

Con la dose da 60 mg, estrazioni e impianti si fanno. Il rischio di osteonecrosi è minimo, di poco superiore a quello di chi non prende questi farmaci, e gli impianti funzionano come negli altri pazienti. Il farmaco non si sospende; se si può scegliere, l’intervento va verso la fine dei sei mesi, lontano dall’iniezione. È lo stesso per Prolia e per ogni biosimilare. Come lavoro con questi pazienti, passo per passo: Prolia, bifosfonati e dentista.

Con la dose da 120 mg la terapia è oncologica, il rischio di osteonecrosi è più alto e il piano chirurgico si decide con l’oncologo. Le ragioni, con i numeri, sono nell’articolo sul consensus 2025 su Prolia e bifosfonati.

Domande frequenti sui nomi del denosumab

Qual è il nome commerciale del denosumab?
In Italia il denosumab per l’osteoporosi (60 mg ogni sei mesi) è in commercio come Prolia, Bildyos, Conexxence, Izamby, Jubbonti, Junod, Obodence, Osvyrti, Stoboclo, Zadenvi. Per le metastasi ossee (120 mg ogni quattro settimane) come Xgeva, Bomyntra, Denbrayce, Jubereq, Osenvelt, Wyost, Xbryk, Yaxwer. Fonte: Banca Dati Farmaci AIFA, 8 ottobre 2026.
Obodence e Prolia sono la stessa cosa?
Sì, sul piano clinico. Obodence è un biosimilare di Prolia: stesso principio attivo (denosumab 60 mg), stessa indicazione, stesse precauzioni dal dentista. È autorizzato dopo un confronto diretto con l’originale.
Stoboclo e Prolia sono la stessa cosa?
Sì, sul piano clinico. Stoboclo è un biosimilare di Prolia: denosumab 60 mg ogni sei mesi per l’osteoporosi. Per estrazioni e impianti valgono le stesse regole di Prolia.
Denosumab e Prolia sono la stessa cosa?
Sì. Denosumab è il principio attivo, Prolia il nome commerciale del farmaco originale per l’osteoporosi. Xgeva è lo stesso principio attivo a dose oncologica.
Il denosumab è un bifosfonato?
No. È un anticorpo monoclonale che blocca RANKL. Non si deposita nell’osso come i bifosfonati: il suo effetto si esaurisce in pochi mesi, e per questo non va mai interrotto senza il medico che lo prescrive.
Prendo un biosimilare del denosumab: posso togliere un dente?
Sì, alle stesse condizioni di Prolia: con la dose per l’osteoporosi il rischio di osteonecrosi è minimo, il farmaco non si sospende e, se si può scegliere, l’intervento si fa lontano dall’iniezione. Se la dose è 120 mg ogni quattro settimane, la terapia è oncologica e il piano si decide con l’oncologo.