Miofibroblasti
Sinonimi: Miofibroblasto, Cellule contrattili della ferita, Fibroblasti contrattili
Definizione
I miofibroblasti sono fibroblasti che hanno acquisito un fenotipo contrattile. Esprimono l’alfa-actina del muscolo liscio (α-SMA), organizzata in fibre da stress ancorate alla matrice extracellulare. Generano forza. Sono la struttura che avvicina fisicamente i margini di una ferita mentre guarisce, descritta da Gabbiani nel 1971 nel tessuto di granulazione.
Come nascono
Derivano dai fibroblasti residenti nel connettivo, reclutati nel tessuto di granulazione a partire dalla terza-quinta giornata. La differenziazione richiede tre condizioni simultanee: il TGF-beta1 rilasciato dalle piastrine e dai macrofagi, la variante ED-A della fibronectina depositata nella matrice provvisoria, e una tensione meccanica sufficiente. Senza carico meccanico, il fibroblasto non diventa miofibroblasto — la forza è insieme causa ed effetto.
La contrazione della ferita
Il picco di popolazione cade tra la settima e la quattordicesima giornata. Le cellule si connettono tra loro e alla matrice attraverso adesioni focali mature, trasmettendo la contrazione all’intero letto della ferita. Nella guarigione per seconda intenzione questa contrazione riduce l’area della lesione anche del 40–70%, prima e più della riepitelizzazione.
Quando non se ne vanno
A guarigione completata i miofibroblasti vanno incontro ad apoptosi e scompaiono. Quando la tensione persiste o l’infiammazione non si spegne, sopravvivono e continuano a produrre collagene: il risultato è fibrosi, retrazione cicatriziale, perdita di elasticità del tessuto. La mucosa orale è meno incline di quella cutanea a questa persistenza — guarisce più rapidamente e con esiti cicatriziali minori.
Rilevanza clinica
Sono la spiegazione biologica del ritiro degli innesti. L’innesto gengivale libero perde il 25–45% della sua superficie nei primi mesi, e la quota maggiore di questa perdita è contrazione secondaria di origine miofibroblastica, distinta dal ritiro elastico immediato. La stessa cellula governa la recidiva della vestibuloplastica, l’appiattimento del fornice e la retrazione dei lembi mobilizzati. Un innesto connettivale, più ricco di matrice densa e più povero di componente contrattile, si ritira meno.
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