Alveolite dopo l'estrazione, come riconoscerla e come si cura
In breve — Nell’alveolite l’alveolo del dente estratto perde il coagulo di sangue prima del tempo. L’osso resta scoperto e fa male. Il dolore cala nei primi giorni e poi torna, di solito fra il terzo e il quinto, spesso verso l’orecchio. L’alveolo appare vuoto e in bocca c’è un sapore cattivo. Colpisce l’1-5% delle estrazioni semplici e più del 30% dei denti del giudizio inferiori estratti chirurgicamente. Fumo e pillola contraccettiva sono i due fattori di rischio modificabili. Si cura in studio con un lavaggio e una medicazione che toglie il dolore in poche ore. L’antibiotico di solito non serve. Non mettere nulla nell’alveolo da solo.
Il dolore di un’estrazione è massimo il primo giorno e poi scende. Nell’alveolite post-estrattiva cala nei primi giorni e poi torna, di solito fra il terzo e il quinto. È più profondo di quello dell’estrazione, pulsante, e spesso si irradia verso l’orecchio. Gli antidolorifici lo coprono poco. Questo andamento, dolore che cala e poi risale, è il segno che la distingue dal normale decorso post-estrattivo.
Cosa è successo nell’alveolo
Dopo l’estrazione l’alveolo si riempie di sangue e il sangue coagula. Il coagulo protegge l’osso esposto. Nei giorni successivi le cellule lo attraversano e lo sostituiscono con tessuto di riparazione, poi con osso nuovo. Finché il coagulo c’è, l’osso sotto è coperto. Nell’alveolite il coagulo si scioglie o si stacca prima che il tessuto nuovo lo abbia sostituito, e l’osso dell’alveolo resta esposto alla saliva, ai residui di cibo e ai batteri. Le terminazioni nervose dell’osso scoperto spiegano il dolore. I detriti nell’alveolo spiegano l’alito e il sapore.
La definizione ancora in uso risale a una revisione del 2002 (Blum, 2002). Richiede un alveolo in cui il coagulo si è disintegrato e l’osso è scoperto, con un dolore che compare uno o più giorni dopo l’estrazione e poi aumenta invece di diminuire.
Chi rischia di più
Una revisione Cochrane su 49 studi e 6.771 pazienti ha stimato l’alveolite nell’1-5% delle estrazioni di routine e in più del 30% dei terzi molari estratti chirurgicamente (Daly et al., 2022). Il caso peggiore è il dente del giudizio inferiore incluso, perché l’osso in quella zona è denso e poco irrorato, e l’intervento dura più a lungo.
Due fattori di rischio sono modificabili. Il primo è il fumo. Una revisione sistematica di 11 studi ha trovato un’incidenza del 13,2% nei fumatori e del 3,8% nei non fumatori (Kuśnierek et al., 2022). La suzione stacca il coagulo e la nicotina stringe i vasi. Il fumo rallenta anche le cellule della riparazione. Su quanto aspettare prima di riaccendere ho scritto un articolo a parte. La risposta corta è cinque giorni. Il secondo fattore è la pillola contraccettiva. In una meta-analisi l’incidenza è del 13,9% nelle donne che la prendono e del 7,5% nelle altre, e non cambia secondo il giorno del ciclo in cui cade l’estrazione (Bienek & Filliben, 2016). Gli estrogeni aumentano l’attività che scioglie i coaguli. Sospendere la pillola per un’estrazione non ha senso. Dirlo al medico odontoiatra sì, perché cambia la prevenzione.
Gli altri fattori stanno nell’intervento e nei primi giorni. Un’estrazione difficile, in cui si toglie osso e si lavora a lungo, aumenta il rischio, e lo aumenta un’infezione già presente attorno al dente. Nel primo giorno il coagulo si stacca con facilità se sciacqui con forza, se usi la cannuccia o se sputi con energia. È il motivo delle regole che ti ho dato per le prime 48 ore.
Cosa fa l’odontoiatra
In studio l’alveolo viene lavato con delicatezza con soluzione fisiologica tiepida, per portare via i residui che irritano l’osso. Poi si mette una medicazione che copre l’osso scoperto. È una pasta o una garza con sostanze che calmano il dolore, a base di eugenolo o di altri principi. Il sollievo arriva in poche ore. La medicazione si rinnova ogni due o tre giorni finché serve, di solito per una settimana, e a ogni cambio l’alveolo è più coperto dal tessuto nuovo.
Due cose non si fanno più. Raschiare l’alveolo per farlo sanguinare di nuovo aggiunge trauma e non ha prove a favore. Suturare un alveolo in alveolite chiude dentro i residui. Sulle medicazioni la Cochrane ha trovato poco da confrontare. In 2 studi su 80 pazienti una vecchia formulazione di Alvogyl ha dato un vantaggio sul dolore al settimo giorno rispetto all’ossido di zinco-eugenolo, con certezza molto bassa. Altre 9 medicazioni sono state valutate ciascuna in un singolo studio (Daly et al., 2022). In pratica il dentista usa quella che conosce, e tutte coprono l’osso.
L’antibiotico nella maggior parte dei casi non serve. L’alveolite è un alveolo scoperto, non un’infezione, e un antibiotico non copre l’osso. Serve se compaiono febbre, gonfiore o pus, cioè quando all’alveolite si è aggiunta un’infezione vera, oppure in prevenzione nei casi a rischio alto. Una Cochrane su 23 studi, quasi tutti su denti del giudizio in pazienti sani, trova che l’antibiotico profilattico riduce l’alveolite del 34% e che bisogna trattare 46 persone per evitare un caso (Lodi et al., 2021). È un conto che si fa paziente per paziente, e nelle estrazioni semplici non torna.
Per il dolore, finché la medicazione non è in sede, valgono le regole di tutta la chirurgia orale. Ibuprofene e paracetamolo si prendono a orari fissi, non al bisogno. Coprono una parte del dolore dell’alveolite. La medicazione copre il resto.
Cosa non fare a casa
Non mettere nulla dentro l’alveolo. I chiodi di garofano, l’olio essenziale sulla garza, le paste comprate in farmacia e i rimedi letti in rete vanno lasciati stare. Alcuni contengono eugenolo, lo stesso della medicazione. Ma messi su un alveolo pieno di residui, e senza rinnovarli, fanno da tappo ai detriti. Non raschiare e non cercare di far sanguinare. Non infilare la lingua o le dita. Non sciacquare con forza. Se vuoi sciacquare, usa acqua tiepida e sale e lasciala cadere dalla bocca senza agitarla. Non fumare, nemmeno una sigaretta. Non aspettare che passi. Senza cure il dolore dura da una a due settimane, e la medicazione lo toglie in poche ore.
Chiama lo studio il giorno stesso in cui riconosci questo andamento del dolore. È una visita breve.
Prevenirla
La clorexidina è l’unica cosa che funziona con numeri solidi. La Cochrane dà un rapporto di probabilità di 0,38 per il collutorio allo 0,12% o 0,2% usato prima dell’estrazione e nelle 24 ore dopo, e di 0,44 per il gel allo 0,2% messo nell’alveolo a fine intervento. Nei denti del giudizio, con il 30% di rischio di partenza, bastano 7 pazienti trattati per evitare un’alveolite. Nelle estrazioni semplici, con l’1% di rischio, ne servono 162 (Daly et al., 2022). Una meta-analisi su 18 trial e 2.824 terzi molari arriva allo stesso punto. Il rapporto di probabilità è 0,53 e servono 8 pazienti trattati per evitare un caso. Il gel va un po’ meglio del collutorio e non ci sono reazioni in più rispetto al placebo (Rodríguez Sánchez et al., 2017). Per un dente del giudizio la clorexidina è una buona abitudine. Per un incisivo mobile di un non fumatore è una spesa inutile.
Il resto riguarda le prime 72 ore. Nei primi giorni valgono le regole che conosci: niente fumo, niente cannucce, niente sciacqui energici e niente sforzi il primo giorno. La pillola e le sigarette vanno dichiarate prima dell’intervento. Il coagulo è piccolo e fragile, e tutto quello che ti chiedo in quei tre giorni serve a proteggerlo. I lavori più citati e quelli degli ultimi tre anni sull’alveolite sono raccolti nella pagina di letteratura, aggiornata ogni mese.
Riferimenti bibliografici
- Daly BJ, Sharif MO, Jones K, Worthington HV, Beattie A. Local interventions for the management of alveolar osteitis (dry socket). Cochrane Database Syst Rev. 2022;9(9):CD006968. doi:10.1002/14651858.CD006968.pub3 · PMID: 36156769
- Blum IR. Contemporary views on dry socket (alveolar osteitis): a clinical appraisal of standardization, aetiopathogenesis and management: a critical review. Int J Oral Maxillofac Surg. 2002;31(3):309-317. doi:10.1054/ijom.2002.0263 · PMID: 12190139
- Kuśnierek W, Brzezińska K, Nijakowski K, Surdacka A. Smoking as a risk factor for dry socket: a systematic review. Dent J (Basel). 2022;10(7):121. doi:10.3390/dj10070121 · PMID: 35877395
- Bienek DR, Filliben JJ. Risk assessment and sensitivity meta-analysis of alveolar osteitis occurrence in oral contraceptive users. J Am Dent Assoc. 2016;147(6):394-404. doi:10.1016/j.adaj.2016.01.011 · PMID: 27017181
- Rodríguez Sánchez F, Rodríguez Andrés C, Arteagoitia Calvo I. Does chlorhexidine prevent alveolar osteitis after third molar extractions? Systematic review and meta-analysis. J Oral Maxillofac Surg. 2017;75(5):901-914. doi:10.1016/j.joms.2017.01.002 · PMID: 28189661
- Lodi G, Azzi L, Varoni EM, Pentenero M, Del Fabbro M, Carrassi A, et al. Antibiotics to prevent complications following tooth extractions. Cochrane Database Syst Rev. 2021;2(2):CD003811. doi:10.1002/14651858.CD003811.pub3 · PMID: 33624847
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