Siete ancora innamorati degli impianti lisci?
In breve — La macrogeometria degli impianti, non la superficie liscia, determina la stabilità primaria. Impianti conici con spire aggressive, diametro maggiore e lunghezza fino a 12mm offrono stabilità superiore ai cilindri lisci. Design ibridi e caratteristiche espansive superano le forme tradizionali nel distribuire le forze.
La revisione della letteratura narrativa intitolata “How does dental implant macrogeometry affect primary implant stability? A narrative review.” Pubblicato nella rivista scientifica *International Journal of Implant Dentistry* esplora il ruolo critico della macrogeometria dell’impianto dentale nel determinare la stabilità primaria, che è essenziale per il successo dell’osteointegrazione nel periodo di guargione iniziale e per la funzionalità a lungo termine degli impianti.
Si tratta di una conferma di concetti già ampiamente sviscerati in precedenti lavori, che in sostanza confemano quanto la morfologia di superficie, la forma generica dell’impianto e delle spire e la stabilità che ne deriva sia essenziale per la guarigione e l’integrazione degli impianti stessi.
È, sostanzialmente, un ritorno al passato dopo una colpevolizzazione eccessiva di alcune superfici (Titanium Plasma Spray, TPS) e di alcune filosofie implantari (Scuola Italiana/implantologia monofasica) che avevano già fatto passi da gigante nel campo del carico immediato.
Di seguito i risultati chiave dello studio:
Impatto della macrogeometria sulla stabilità
La revisione evidenzia diversi fattori chiave relativi alla macrogeometria degli impianti che influenzano la stabilità primaria degli stessi:
Il diametro: gli impianti con un diametro maggiore aumentano l’area di contatto con l’osso circostante, migliorando la stabilità. Questo è particolarmente importante durante la fase di stabilizzazione iniziale.
Forma: gli impianti conici o “affusolati “root-form” tendono a trovare una maggiore stabilità primaria rispetto ai quelli cilindrici. Ciò è dovuto al loro disegno espansivo, che aumenta la capacità di distribuire le forze in modo efficace e comprime l’osso circostante lateralmente. E questo è fondamentale per raggiungere la stabilità durante l’inserimento.
Caratteristiche della superficie: le superfici ruvide migliorano l’incastro meccanico con l’osso, contribuendo ulteriormente alla stabilità iniziale. La morfologia e macrogeometria della superficie può influenzare in modo significativo il modo in cui l’impianto si integra con l’osso durante la fase di osteointegrazione.
Lunghezza: mentre gli impianti più lunghi generalmente offrono una migliore stabilità primaria a causa dell’aumento della superficie per l’osteointegrazione, il plateau dei benefici si appiattisce oltre una certa lunghezza (circa 12 mm), indicando che anche altri fattori svolgono un ruolo significativo e la lunghezza a quel punto diventa meno importante.
La lunghezza degli impianti favorisce la stabilità e l’osteointegrazione fino a 12mm. Oltre i 12mm l’influenza della lunghezza diventa meno importante.
Design della spira
Il design della spira di un impianto influisce anche sulla sua stabilità primaria. Gli studi inclusi nella revisione suggeriscono che:
Gli impianti con spira a forma di V (affilata) mostrano una maggiore stabilità primaria rispetto a quelli con spira a sezione quadrata. La geometria della spira influenza il modo in cui le forze vengono trasmesse attraverso l’impianto e nell’osso circostante.
I disegni ibridi, che combinano diverse forme o caratteristiche della spira, offrono una stabilità superiore rispetto ai disegni tradizionali.
Implicazioni cliniche
I risultati sottolineano l’importanza di considerare varie caratteristiche macrogeometriche quando si selezionano gli impianti per i pazienti. Tra questi
Qualità ossea: le condizioni dell’osso nel sito di impianto (ad esempio, densità in gradi I-VI, volume esistente, dimensioni delle corticali rispetto alla midollare, etc.) possono influenzare in modo significativo quale disegno dell’impianto sarà più efficace per il caso clinico specifico.
Fattori individuali del paziente: condizioni come l’osteoporosi, il diabete I o II, il fumo e altri possono influenzare la guarigione e l’osteointegrazione, richiedendo un’attenta selezione anche della geometria dell’impianto per impegnarsi nell’ottenere risultati ottimali.
In conclusione, capire come la macrogeometria degli impianti dentali influisce sulla stabilità primaria è fondamentale per i medici che mirano a migliorare i tassi di successo degli impianti. La revisione suggerisce che un approccio su misura, considerando sia il design dell’impianto che i fattori specifici del paziente può portare a migliori risultati terapeutici e a mitigare i rischi di fallimento.
Cosa conferma la letteratura recente (2024-2026)
A distanza di un paio d’anni l’evidenza non ha cambiato direzione: l’ha solo irrobustita. Una revisione sistematica del 2026 sulla macrogeometria a spire larghe negli impianti post-estrattivi (Hernández, Journal of Clinical and Experimental Dentistry) ha messo in fila 25 studi. Verdetto: spire più profonde, più aggressive e corpo conico alzano torque di inserimento e ISQ, e lo fanno soprattutto nell’osso molle D3-D4 e negli alveoli post-estrattivi. Cioè proprio dove la stabilità primaria è più difficile da strappare. La forma conta — e conta di più dove l’osso aiuta di meno.
Poi c’è il rovescio della medaglia, ed è la parte che mi interessa davvero. Uno studio in vitro del 2026 su 120 impianti (Major e colleghi, Journal of Clinical Medicine) ha mostrato che addensare le spire nei 3 mm coronali abbassa il torque di inserimento senza perdere stabilità; anzi, nell’osso denso D1 il torque eccessivo si è rivelato un predittore negativo dell’ISQ. Tradotto in clinica: più Newton per centimetro non vuol dire più stabilità. È lo stesso punto che spiego parlando dei rischi del torque alto — stringere oltre il necessario comprime e necrotizza, non integra.
E attenzione a dare il conico per vincente a tavolino. Uno studio in vitro del 2025 su 144 impianti (Jenner e colleghi, International Journal of Implant Dentistry) ha registrato torque e ISQ più alti per un disegno cilindrico a spire poco profonde rispetto a un conico a spire profonde, con la morfologia della cresta — alveolo post-estrattivo contro cresta guarita — a pesare quanto il disegno stesso. La lezione non è “il conico è meglio”, ma “il disegno si sceglie sul sito”. Lo stesso ragionamento che applico quando decido se e quando ha senso il carico immediato.
Sul versante clinico, un RCT split-mouth del 2024 su pazienti reali (Barbosa e colleghi, Brazilian Dental Journal) ha confrontato due configurazioni di spira sullo stesso impianto ibrido a superficie idrofila: quella con spire perforanti e condensanti ha dato una stabilità primaria nettamente superiore (ISQ 63,6 contro 40,6) rispetto alle sole perforanti, e il vantaggio si è mantenuto fino a 90 giorni. Superficie identica, geometria diversa, risultato diverso. Che è poi il punto da cui siamo partiti — e che approfondisco negli elementi chiave della macrogeometria implantare. Una buona stabilità primaria, del resto, è la prima tessera di una storia lunga: la durata reale degli impianti a 10 e 20 anni inizia il giorno dell’inserimento.
Riferimenti bibliografici
- Hernández RJ. Wide-thread implant macrogeometry and immediate implant placement: a systematic review of primary stability, marginal bone loss, and survival outcomes. J Clin Exp Dent. 2026;18(4):e569-e581. DOI · PubMed
- Major L, Barrak I, Braunitzer G, Piffkó J, Antal MA. Effect of altered cervical thread pitch on the primary stability of dental implants. J Clin Med. 2026;15(2):864. DOI · PubMed
- Jenner A, Sabatini GP, Abou-Ayash S, Couso-Queiruga E, Chappuis V, Raabe C. Primary implant stability of two implant macro-designs in different alveolar ridge morphologies: an in vitro study. Int J Implant Dent. 2025;11(1):17. DOI · PubMed
- Barbosa PP, Oliveira VXR, Goulart JV, Margonar R, Moura MB, Oliveira GJPL. Effect of different thread configurations on hydrophilic implant stability. A split-mouth RCT. Braz Dent J. 2024;35:e245632. DOI · PubMed
Domande frequenti
Perché la forma conica è superiore alla cilindrica?
Qual è l'importanza della lunghezza dell'impianto?
Come influisce il design della spira sulla stabilità?
Come si valuta la stabilità primaria in fase operatoria?
Referenze
- https://doi.org/10.4317/jced.63890
- https://doi.org/10.3390/jcm15020864
- https://doi.org/10.1186/s40729-025-00605-x
- https://doi.org/10.1590/0103-6440202405632
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42136699/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41598801/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40048074/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38537016/
Approfondisci
Espansione crestale (split crest) →Allargare la cresta senza trapianto — tecnica ERE e bonebending
Hai bisogno di un parere?
Prenota una visita nello studio del Dr. Bruschi a Frosinone. Prima visita con diagnosi completa e piano di trattamento personalizzato.
Stai valutando un impianto dentale?
Ho scritto una guida in 8 capitoli che spiega tutto quello che un paziente dovrebbe sapere prima di sedersi in poltrona. Niente marketing — solo fatti, casi studio e una checklist per fare le domande giuste.
Scarica la guidaResta aggiornato
Nuovi articoli su parodontologia, implantologia e chirurgia orale — nella tua casella email.
Commenti
Caricamento commenti...
Lascia un commento