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Bifosfonati: tutti i nomi in commercio in Italia

Sulla scatola c’è scritto Fosamax, Binosto, Actonel, Aclasta. Oppure «acido alendronico» seguito dal nome di un’azienda. Sono sei molecole e 15 marchi, più 37 generici. Per capire che cosa prendi, e che cosa cambia dal dentista, contano due cose: il principio attivo e la via di somministrazione.

Dal nome sulla scatola al principio attivo

I bifosfonati si legano all’osso e frenano le cellule che lo riassorbono. Per bocca si prendono una volta a settimana o una volta al mese, per l’osteoporosi. In vena, una volta l’anno per l’osteoporosi, ogni tre o quattro settimane in oncologia. Il clodronato e il neridronato, in fiala, sono una particolarità italiana.

Nome sulla scatola Principio attivo Via e schema Uso
Fosamax
originale
alendronato orale, 70 mg, una compressa a settimana osteoporosi
Adronat alendronato orale, 70 mg, una compressa a settimana osteoporosi
Alendros alendronato orale, 70 mg, una compressa a settimana osteoporosi
Dralenos alendronato orale, 70 mg, una compressa a settimana osteoporosi
Binosto
effervescente, si scioglie in acqua
alendronato orale, 70 mg, una compressa effervescente a settimana osteoporosi
Fosavance
associazione con colecalciferolo
alendronato orale, 70 mg + vitamina D, una compressa a settimana osteoporosi
Actonel
originale
risedronato orale, 35 mg a settimana, oppure 75 mg per due giorni consecutivi al mese osteoporosi
Optinate risedronato orale, 35 mg a settimana, oppure 75 mg per due giorni consecutivi al mese osteoporosi
Cedravis risedronato orale, 35 mg, una compressa a settimana osteoporosi
Bonviva
originale
ibandronato orale o endovenosa, 150 mg, una compressa al mese; oppure 3 mg in vena ogni tre mesi osteoporosi
Bondronat ibandronato orale o endovenosa, 50 mg al giorno, oppure 6 mg in vena ogni tre o quattro settimane oncologia
Aclasta
originale
zoledronato endovenosa, 5 mg in infusione, una volta l’anno osteoporosi
Zometa
originale; oggi quasi solo generici
senza confezioni in commercio
zoledronato endovenosa, 4 mg in infusione ogni tre o quattro settimane oncologia
Clasteon clodronato intramuscolare, endovenosa o orale, 100 o 200 mg in fiala, di solito a cicli osteoporosi e altre malattie dell’osso
Difosfonal clodronato intramuscolare, endovenosa o orale, 100 o 200 mg in fiala, di solito a cicli osteoporosi e altre malattie dell’osso
Nerixia
solo in Italia
neridronato endovenosa o intramuscolare, 25 mg in fiala o 100 mg in infusione, a cicli malattia di Paget, osteogenesi imperfetta, algodistrofia

Accanto ai marchi ci sono i generici, che portano il nome del principio attivo seguito da quello dell’azienda («Acido alendronico Teva», «Risedronato EG»). In commercio alla data della verifica:

  • Alendronato (acido alendronico): Fosamax, Adronat, Alendros, Dralenos, Binosto, Fosavance e 17 generici.
  • Risedronato (acido risedronico): Actonel, Optinate, Cedravis e 11 generici.
  • Ibandronato (acido ibandronico): Bonviva, Bondronat e 2 generici.
  • Zoledronato (acido zoledronico): Aclasta e 6 generici.
  • Clodronato (acido clodronico): Clasteon, Difosfonal e 1 generico.
  • Neridronato (acido neridronico): Nerixia.

Autorizzati ma senza confezioni in commercio alla data della verifica: Zometa. Lo zoledronato oncologico oggi arriva quasi solo come generico.

Fonte: Banca Dati Farmaci AIFA, verificata il 16 ottobre 2026. Via, schema e uso vengono dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ciascun medicinale. L’elenco cambia; il nome che prendi lo decide chi prescrive.

Alendronato e denti

L’alendronato non rovina i denti e non li fa cadere. Lavora sull’osso, e in bocca questo si traduce in una cosa sola: dopo un’estrazione o un impianto l’osso del mascellare guarisce con più fatica, e in rari casi resta esposto. È l’osteonecrosi dei mascellari. Con la dose per l’osteoporosi il rischio è basso: il consensus 2025 della ONJ Taskforce stima circa 3 casi ogni 1.000 pazienti con uso prolungato, di poco sopra chi non prende questi farmaci. Igiene, otturazioni, cure canalari, protesi: nessuna precauzione in più.

Vale per Binosto esattamente come per Fosamax, Adronat, Alendros, Dralenos e i generici: la compressa effervescente cambia il modo di prenderla, pensata per chi ha problemi all’esofago, non la molecola né la dose. Vale per il risedronato (Actonel, Optinate, Cedravis) e per l’ibandronato (Bonviva), che appartengono alla stessa famiglia e si comportano allo stesso modo. Il quadro cambia con lo zoledronato in vena ogni tre o quattro settimane per un tumore: lì la dose è di un altro ordine e il rischio sale, come spiego più sotto.

Quando si sospendono i bifosfonati prima di un’estrazione o di un impianto

Di norma, mai. Il consensus 2025 raccomanda di non sospendere i bifosfonati per l’osteoporosi prima di impianti ed estrazioni. La ragione è farmacologica: il bifosfonato si è legato all’osso e vi resta per anni. Fermare le compresse per due mesi interrompe il rifornimento, ma il deposito già presente continua a rilasciare farmaco a ogni ciclo di rimodellamento. Nessuno studio randomizzato ha mostrato che la pausa riduca l’osteonecrosi; la perdita di protezione per le vertebre, invece, è reale. Il ragionamento completo è nella voce drug holiday.

L’AAOMS, nel documento di posizione del 2022, lascia la porta aperta a una pausa concordata con chi prescrive nei pazienti in terapia orale da oltre quattro anni o con altri fattori di rischio, e dichiara che il suggerimento poggia su opinione di esperti. Il consensus del 2025 va oltre e la sconsiglia. In pratica: la terapia non si tocca, l’intervento si fa con tecnica atraumatica e chiusura della ferita, e i controlli si avvicinano. Con i bifosfonati orali non c’è una finestra da aspettare: si opera quando serve.

Cosa succede se si interrompono i bifosfonati

Poco, e lentamente. È la differenza con il denosumab, che alla sospensione produce un rimbalzo del riassorbimento con rischio di fratture vertebrali multiple. Il bifosfonato continua a lavorare per mesi o anni dopo l’ultima dose. Per questo alcuni medici, dopo tre-cinque anni di terapia e con un rischio di frattura basso, programmano una pausa: una decisione che riguarda l’osso di tutto il corpo e che spetta a chi prescrive, endocrinologo, reumatologo o medico di base. Il dentista non la chiede e non la consiglia.

Se la pausa è già in corso, dillo al dentista con le date: da quanto prendevi il farmaco e da quando l’hai fermato. Per il rischio in bocca conta la durata totale della terapia, non il tempo trascorso dall’ultima compressa.

Cosa cambia dal dentista

Con la terapia orale per l’osteoporosi, estrazioni e impianti si fanno. Gli impianti funzionano come negli altri pazienti; la bonifica della bocca, se serve, è meglio farla prima di iniziare la terapia, ma chi è già in cura non deve rinviare niente: un dente infetto lasciato lì è esso stesso una causa di osteonecrosi. Pesano di più la durata della terapia, il cortisone preso a lungo, il diabete, il fumo e una bocca poco curata. Come lavoro con questi pazienti, passo per passo: Prolia, bifosfonati e dentista. Per un primo orientamento con i tuoi farmaci c’è il semaforo farmaci e intervento.

Con lo zoledronato o l’ibandronato in vena a dosi oncologiche la terapia protegge lo scheletro dalle metastasi, il rischio di osteonecrosi è più alto e il piano chirurgico si costruisce con l’oncologo. Le ragioni, con i numeri, sono nell’articolo sul consensus 2025 su Prolia e bifosfonati; la letteratura aggiornata ogni mese è nella pagina bifosfonati e osteonecrosi. La scheda della famiglia, con meccanismo e sinonimi, è nel glossario alla voce bifosfonati; chi prende Prolia o un suo biosimilare trova i nomi nella pagina denosumab: nomi commerciali.

Domande frequenti sui nomi dei bifosfonati

Quali sono i nomi commerciali dei bifosfonati in Italia?
Per bocca: Fosamax, Adronat, Alendros, Dralenos, Binosto, Fosavance (alendronato); Actonel, Optinate, Cedravis (risedronato); Bonviva (ibandronato). In vena: Aclasta per l’osteoporosi e lo zoledronato generico per l’oncologia. In fiala intramuscolare: Clasteon e Difosfonal (clodronato), Nerixia (neridronato). Più 37 generici che portano il nome del principio attivo. Fonte: Banca Dati Farmaci AIFA, 16 ottobre 2026.
Alendronato e denti: ci sono problemi?
L’alendronato non rovina i denti e non li fa cadere. L’unico rischio che riguarda la bocca è l’osteonecrosi dei mascellari dopo un’estrazione o un impianto, e con la dose per l’osteoporosi è raro: il consensus 2025 stima circa 3 casi ogni 1.000 pazienti con uso prolungato. Igiene, otturazioni, protesi e cure canalari non cambiano in niente. Per estrazioni e impianti il dentista deve sapere che lo prendi e da quanto.
Binosto e denti: è diverso da Fosamax?
No. Binosto è alendronato 70 mg in compressa effervescente, da sciogliere in acqua: è pensato per chi ha difficoltà con la compressa intera o problemi all’esofago. Il principio attivo, la dose settimanale e le regole dal dentista sono le stesse di Fosamax e dei generici.
Quando si sospendono i bifosfonati prima di un’estrazione o di un impianto?
Di norma non si sospendono. Il consensus 2025 della ONJ Taskforce raccomanda di non interrompere i bifosfonati per l’osteoporosi prima di impianti ed estrazioni: il farmaco resta nell’osso per anni, quindi fermarlo per qualche settimana non cambia il rischio, mentre toglie protezione alle vertebre. Se il medico che lo prescrive decide una pausa, la decide lui, e per ragioni che riguardano l’osso di tutto il corpo.
Cosa succede se si interrompono i bifosfonati?
Poco, e lentamente. Il bifosfonato si è legato all’osso e continua a lavorare per mesi o anni dopo l’ultima compressa; per questo alcuni medici programmano una pausa dopo tre-cinque anni di terapia, quando il rischio di frattura è basso. Il rischio di frattura risale piano, senza il rimbalzo che si vede con il denosumab. La pausa la stabilisce chi prescrive, non il dentista.
Prendo bifosfonati da più di quattro anni: posso fare un impianto?
Sì, con qualche attenzione in più. La durata della terapia è uno dei fattori che pesano sul rischio di osteonecrosi, insieme a cortisone preso a lungo, diabete e fumo. Il dentista programma l’intervento con tecnica atraumatica, chiusura della ferita e controlli ravvicinati, e lo concorda con il tuo medico. La terapia non si interrompe per questo.