Il metodo Bonebenders: l'osso non va sempre aggiunto
In breve — Quando un dentista dice «non c’è osso», spesso intende che non c’è abbastanza larghezza. Il metodo Bonebenders parte da lì: prima di aggiungere osso da fuori, si guarda se quello che c’è può essere allargato con l’espansione della cresta, e si rigenera solo quanto serve. Non vale per tutti i casi, e la pagina dice anche per chi non è.
«Non ha abbastanza osso.» È la frase che arriva prima di un innesto dall’anca, di un blocco prelevato dal mento, di un’arcata fissa su quattro impianti inclinati. A volte è vera. Spesso è vera solo in parte: l’osso c’è, ma è stretto. E l’osso stretto, se ha dentro midollare vivo, si può aprire come un libro e lasciar guarire allargato.
Il metodo Bonebenders è questo ragionamento, messo in ordine. L’osso non va sempre aggiunto. A volte basta spostarlo.
Da dove viene
Nel 1994 Agostino Scipioni, Giovanni Battista Bruschi e Calesini pubblicano i risultati a cinque anni di una tecnica per allargare le creste sottili senza innesti: la edentulous ridge expansion, ERE [1]. Nel 1999 lo stesso gruppo documenta con l’istologia che l’osso tra le due pareti separate si rigenera davvero [2]. Nel 2017 arrivano i controlli radiografici del livello osseo a cinque anni dopo espansione e impianto immediato [3].
La storia di come due generazioni della stessa famiglia hanno costruito questa scuola è raccontata in Due generazioni, una rivoluzione. Il protocollo per i colleghi, passo per passo, sta in Espansione crestale Bruschi-Scipioni.
Le tecniche
Il metodo non è una tecnica sola. È una scelta, fatta caso per caso, fra strumenti che hanno lo stesso principio: lavorare con i tessuti che ci sono.
- Espansione crestale (ERE, split crest). La cresta stretta si divide e si allarga; l’impianto va spesso nello stesso intervento. È il cuore del metodo: pagina per i pazienti, perché non è una nicchia, cosa dicono le meta-analisi.
- Espansione osteo-mucosa. L’osso si sposta insieme alla gengiva e al periostio che lo nutre, senza staccarli: più vascolarizzazione, meno riassorbimento. Il perché biologico sta in Periostio ed espansione crestale.
- Rigenerazione su misura. Quando serve aggiungere, si aggiunge il minimo e nel punto giusto: rigenerazione ossea su misura e il confronto con l’arcata fissa in Rigenerazione su misura o All-on-X.
- Rialzo del seno dalla cresta. Nel mascellare posteriore, quando manca altezza, il pavimento del seno si solleva dal foro dell’impianto, senza aprire un lembo: la tecnica LMSF, con un follow-up a cinque anni pubblicato [5].
- Gengiva. Osso e gengiva sono un sistema solo. Una gengiva spessa e cheratinizzata protegge l’impianto negli anni: 100% osso, 100% cheratinizzata e il lembo riposizionato lateralmente.
Cosa dice la letteratura
Oltre ai lavori della scuola, la tecnica di divisione ed espansione della cresta ha una revisione sistematica dedicata [6], e studi con carico immediato sugli impianti inseriti nella cresta espansa [4]. La raccolta aggiornata delle revisioni e degli studi più citati è nella pagina Letteratura: espansione crestale, rigenerata ogni mese dalle banche dati.
Le pubblicazioni del Dr. Bruschi, con i link a DOI e PubMed, sono in Pubblicazioni.
Per chi è
- Hai perso uno o più denti da tempo e la cresta si è assottigliata: manca larghezza, non altezza.
- Ti hanno proposto un innesto a blocco o un prelievo da un’altra sede, e vuoi sapere se esiste un’alternativa con un intervento solo.
- Ti hanno proposto un’arcata fissa su pochi impianti e vuoi capire se si può conservare o ricostruire per settori.
- Un impianto è stato messo dove l’osso non c’era e va rifatto: impianto mal posizionato.
Per chi non è
Dirlo fa parte del metodo.
- Quando manca soprattutto altezza: servono altre strade, dal rialzo del seno agli impianti corti.
- Quando la CBCT mostra che la cresta, allargata, non darebbe un osso stabile attorno all’impianto: si sceglie un’altra tecnica.
- Quando farmaci o malattie sconsigliano una chirurgia ossea, o la rendono da pianificare con chi prescrive: per esempio certe terapie per l’osteoporosi (cosa dice il consensus 2025).
- Quando l’arcata fissa è davvero la soluzione più semplice e più stabile. Succede, ed è giusto farla: un caso full-arch documentato.
Il percorso
- Diagnosi. Visita, fotografie, radiografie. La CBCT, se serve, la prescriviamo e la esegue il radiologo.
- Progetto. Sulla CBCT si misura quanto osso c’è, dove, e quale strumento usare. Se serve, una guida chirurgica.
- Chirurgia. In anestesia locale, con incisioni ridotte al necessario. Spesso l’impianto entra nello stesso intervento.
- Guarigione e controlli. Istruzioni scritte per quel tipo di intervento, controlli programmati, protesi quando l’osso è pronto.
I casi
Le radiografie prima e dopo sono pubbliche; le fotografie sono visibili agli iscritti alla newsletter.
- Poco osso nel mascellare: split crest e impianti simultanei
- Poco osso in zona 46: espansione osteo-mucosa e impianto
- Poco osso mandibolare (2 mm): espansione ERE e impianto
- Tutti i casi clinici
Come si comincia
Se ti hanno detto che non hai abbastanza osso, porta la CBCT e il piano che ti hanno proposto a una valutazione del caso. È una visita con il Dr. Bruschi: alla fine ricevi una relazione scritta con le alternative, compresa quella che avevi già.
Se sei un collega e hai un paziente con una cresta sottile, puoi inviarci il caso: la protesi resta a te.
Riferimenti bibliografici
- Scipioni A, Bruschi GB, Calesini G. The edentulous ridge expansion technique: a five-year study. Int J Periodontics Restorative Dent 1994;14(5):451-9. PubMed
- Scipioni A, Bruschi GB, Calesini G, Bruschi E, De Martino C. Bone regeneration in the edentulous ridge expansion technique: histologic and ultrastructural study of 20 clinical cases. Int J Periodontics Restorative Dent 1999;19(3):269-77. PubMed
- Bruschi GB, Crespi R, Capparé P, Bravi F, Grande N, Gherlone E, Gastaldi G. Radiographic evaluation of crestal bone level in split-crest and immediate implant placement: minimum 5-year follow-up. Int J Oral Maxillofac Implants 2017;32(1):114-120. DOI · PubMed
- Crespi R, Bruschi GB, Gastaldi G, Capparé P, Gherlone EF. Immediate loaded implants in split-crest procedure. Clin Implant Dent Relat Res 2015;17 Suppl 2:e692-8. DOI · PubMed
- Bruschi GB, Bruschi E, Papetti L. Flapless Localised Management of Sinus Floor (LMSF) for trans-crestal sinus floor augmentation and simultaneous implant placement. A retrospective non-randomized study: 5-year of follow-up. Heliyon 2021;7:e07927. DOI · PubMed
- Bassetti MA, Bassetti RG, Bosshardt DD. The alveolar ridge splitting/expansion technique: a systematic review. Clin Oral Implants Res 2016;27(3):310-24. DOI · PubMed
Domande frequenti
Cos'è il metodo Bonebenders, in una frase?
Vale per tutti quelli a cui hanno detto che hanno poco osso?
Non è una tecnica di nicchia, poco studiata?
Fa male?
Come si capisce se il mio caso è adatto?
Cita questo articolo
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Bruschi E. Il metodo Bonebenders: l'osso non va sempre aggiunto [Internet]. Frosinone: Bonebenders; 2025 [aggiornato 2026 set 27; citato 2026 ott 1]. Disponibile su: https://bonebenders.com/blog/il-metodo-bonebenders/ Bruschi, E. (2025, 23 luglio). Il metodo Bonebenders: l'osso non va sempre aggiunto. Bonebenders. https://bonebenders.com/blog/il-metodo-bonebenders/
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author = {Bruschi, Ernesto},
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} Approfondisci
Espansione crestale (split crest) →Allargare la cresta senza trapianto — tecnica ERE e bonebending
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