Numerazione dei denti: quale dente è il 46, il 36, il 16
In breve — I denti permanenti sono 32 e ogni dentista li chiama con due cifre: la prima dice il quadrante della bocca, la seconda la posizione a partire dal centro. Il 46 è il primo molare inferiore destro, il 36 lo stesso dente a sinistra, il 16 il primo molare superiore destro. Nella mappa qui sotto trovi tutti i numeri e, per ognuno, cosa succede all’osso quando quel dente si perde. Cambia da sito a sito, e cambia quello che si può fare dopo.
Sul preventivo c’è scritto «estrazione 46 e impianto 46». Sulla panoramica il radiologo ha annotato «lesione periapicale a carico del 36». Sono numeri che in studio usiamo cento volte al giorno e che a te, dall’altra parte della scrivania, dicono poco. Eppure il numero porta con sé molto più del nome: dice quante radici ha quel dente, cosa gli passa vicino e cosa farà l’osso quando non ci sarà più.
Due cifre, e la bocca divisa in quattro
Il sistema si chiama FDI, dalla Fédération Dentaire Internationale che lo adottò nel 1970. Oggi è la norma ISO 3950 e lo usano tutti i dentisti italiani ed europei.
La bocca viene divisa in quattro quadranti, numerati in senso orario guardando il paziente di fronte: 1 in alto a destra, 2 in alto a sinistra, 3 in basso a sinistra, 4 in basso a destra. Destra e sinistra sono sempre quelle del paziente, mai di chi guarda.
Dentro ogni quadrante i denti si contano dal centro verso il fondo: 1 e 2 sono gli incisivi, 3 il canino, 4 e 5 i premolari, 6, 7 e 8 i molari. L’8 è il dente del giudizio.
Il numero completo mette insieme le due cifre e si legge una per una. Il 46 è «quattro-sei»: quadrante inferiore destro, sesto dente dal centro. Primo molare inferiore destro. Il 36 è il suo gemello a sinistra, il 16 e il 26 sono i primi molari in alto.
La mappa: clicca sul dente
Il lato destro della bocca sta a sinistra nella mappa, perché il disegno ti mostra il paziente di fronte. Clicca un numero e sotto si apre la scheda del dente: quante radici ha, cosa gli sta vicino, cosa fa l’osso dopo l’estrazione, e il caso clinico pubblicato quando ne ho uno su quel sito.
11 e 21 Incisivo centrale superiore
Radici e vicini. Una sola radice, conica. La parete di osso che la copre sul davanti in molte persone è più sottile di un millimetro.
Cosa fa l'osso. Quando il dente esce, quella parete è la prima a sparire: in pochi mesi la cresta arretra verso il palato e si abbassa. È il sito dove una perdita ossea si vede subito nel sorriso.
Impianto. L'impianto va messo un po' più indietro rispetto al dente originale e quasi sempre chiede di ispessire osso e gengiva. Qui la fretta costa cara.
12 e 22 Incisivo laterale superiore
Radici e vicini. Radice singola, la più piccola dell'arcata superiore, spesso inclinata verso il palato. Spazio stretto tra centrale e canino.
Cosa fa l'osso. Dopo la perdita la cresta diventa una lama larga 3-4 mm, a volte con una concavità sul lato esterno. Poco osso in larghezza, non in altezza.
Impianto. Impianto di diametro ridotto, oppure espansione della cresta per metterne uno di misura normale. Il caso qui sotto è esattamente questo.
13 e 23 Canino superiore
Radici e vicini. La radice più lunga di tutta la bocca, fino a 17 mm. Sta dentro il pilastro canino, una colonna di osso denso che scarica le forze della masticazione verso lo zigomo.
Cosa fa l'osso. Il pilastro resta anche senza il dente, per questo la zona perde meno volume degli incisivi. Il lato esterno però si assottiglia lo stesso.
Impianto. Ancoraggio eccellente, impianti lunghi, stabilità primaria alta. È uno dei siti su cui si regge ogni riabilitazione dell'arcata superiore.
- Approfondimento L'arco sovramascellare e il pilastro canino visti in CBCT
14 e 24 Primo premolare superiore
Radici e vicini. Spesso due radici, una verso la guancia e una verso il palato, con una concavità sul lato mesiale. Sta alla base del pilastro canino.
Cosa fa l'osso. Persa la radice esterna, la cresta si stringe in fretta. Un sito che in superficie sembra largo e sotto è a clessidra.
Impianto. Servono misure in tre dimensioni prima di scegliere l'impianto. Con cresta sottile l'espansione dà un impianto di diametro normale senza innesti.
15 e 25 Secondo premolare superiore
Radici e vicini. Radice singola, più corta del canino. In molte persone il pavimento del seno mascellare scende fin sopra il suo apice.
Cosa fa l'osso. Dopo l'estrazione l'osso si riduce da due lati: la cresta si abbassa e il seno si allarga verso il basso. In pochi anni possono restare 5-6 mm.
Impianto. Spesso basta un impianto più corto o un minirialzo del seno dalla cresta. Il carico immediato qui è possibile quando la stabilità lo consente.
- Caso clinico Impianto a carico immediato in zona 25
16 e 26 Primo molare superiore
Radici e vicini. Tre radici, due esterne e una palatale, che spesso abbracciano il pavimento del seno mascellare. È il primo dente permanente a spuntare, a sei anni.
Cosa fa l'osso. Il sito che perde più osso in altezza di tutta la bocca: la cresta cala e il seno si espande dove stavano le radici. Dopo qualche anno possono restare 2-3 mm.
Impianto. Quasi sempre serve un rialzo del seno, dalla cresta o dal lato. Con la pianificazione giusta si evita l'innesto prelevato altrove.
- Approfondimento Espansione e rialzo senza innesto in zona 16-15: il caso
17 e 27 Secondo molare superiore
Radici e vicini. Tre radici, spesso fuse tra loro. Osso più morbido rispetto ai denti davanti, con la tuberosità subito dietro.
Cosa fa l'osso. Perde volume come il primo molare, con il seno che si allarga sopra. Osso di tipo D3-D4: poca corticale, molta midollare.
Impianto. Stabilità primaria da conquistare: preparazione sottodimensionata, spire aggressive, spesso carico differito. Molti pazienti vivono bene senza sostituirlo.
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18 e 28 Terzo molare superiore (dente del giudizio)
Radici e vicini. Radici irregolari, spesso fuse, con l’apice vicino alla tuberosità. Può restare incluso in alto, dietro il secondo molare.
Cosa fa l'osso. Non si sostituisce quasi mai. L'alveolo dopo l'estrazione si chiude in fretta; il rischio è la tuberosità che si frattura durante la manovra.
Impianto. Sito raramente usato per gli impianti. Qualche volta serve come ancoraggio per impianti inclinati quando davanti c’è il seno.
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41 e 31 Incisivo centrale inferiore
Radici e vicini. La radice più sottile della bocca, appiattita, coperta davanti da un velo di osso. Lo spazio tra un dente e l’altro spesso è sotto i 5 mm.
Cosa fa l'osso. Il velo esterno si consuma insieme alla gengiva: le recessioni qui sono la regola dopo i 40 anni. Persi i denti, la cresta diventa una lama a coltello.
Impianto. Un impianto per ogni dente non ci sta. Si usa un impianto stretto ogni due denti, oppure un ponte. Prima di tutto si difende la gengiva.
42 e 32 Incisivo laterale inferiore
Radici e vicini. Radice sottile come quella del centrale, poco più lunga. Il canino accanto la protegge dalle forze laterali.
Cosa fa l'osso. Osso scarso in larghezza, buono in altezza. Qui l'osso si perde soprattutto per parodontite, ben prima di qualsiasi estrazione.
Impianto. Un sito dove spesso la scelta giusta è salvare il dente, anche se si muove, prima di pensare a sostituirlo.
43 e 33 Canino inferiore
Radici e vicini. Radice lunga e robusta, a volte con due canali. Corticale spessa su entrambi i lati.
Cosa fa l'osso. Il sito più stabile della mandibola anteriore: perde poco anche dopo anni senza dente. Poco più indietro si apre il forame mentoniero, da cui esce il nervo.
Impianto. Ancoraggio ottimo, impianti lunghi. È la base di quasi tutte le protesi fisse sull'arcata inferiore.
- Approfondimento Forame mentoniero: dove passa il nervo
44 e 34 Primo premolare inferiore
Radici e vicini. Una radice, conica. Subito sotto e dietro l’apice passa il nervo mentoniero, che esce dal suo forame.
Cosa fa l'osso. Buon osso in altezza, ma la larghezza cala dopo l'estrazione. La misura che conta è la distanza dal forame.
Impianto. Lunghezza scelta sulla CBCT, con margine di sicurezza dal nervo. Un sito quotidiano e affidabile, se misurato.
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45 e 35 Secondo premolare inferiore
Radici e vicini. Radice singola. Il forame mentoniero di solito sta proprio sotto di lui, oppure tra lui e il primo premolare.
Cosa fa l'osso. Dopo la perdita la cresta si assottiglia fino a 2-3 mm in alcuni pazienti, con l'altezza limitata dal nervo.
Impianto. Cresta sottile con il nervo sotto: il caso tipico dell'espansione mandibolare, che allarga l'osso senza scendere in profondità.
46 e 36 Primo molare inferiore
Radici e vicini. Due radici larghe, una avanti e una dietro, in osso denso con corticale spessa. Sotto, a qualche millimetro, corre il canale del nervo alveolare inferiore.
Cosa fa l'osso. È il dente che si estrae più spesso e lascia il difetto più largo. La cresta si abbassa e si stringe soprattutto verso la guancia; il nervo fissa il limite in profondità.
Impianto. Sito da manuale per l'impianto, con stabilità primaria alta. Quando resta poco osso in larghezza, l'espansione osteo-mucosa ricostruisce il volume nella stessa seduta.
- Caso clinico Poco osso in zona 46: espansione osteo-mucosa e impianto
- Caso clinico Impianto sul primo molare inferiore sinistro (36)
47 e 37 Secondo molare inferiore
Radici e vicini. Due radici, spesso fuse. Il nervo passa più vicino che al primo molare, e verso la lingua l’osso forma una concavità, la fossa sottomandibolare.
Cosa fa l'osso. Osso in quantità buona; la forma inganna. Fresando dritti si può uscire dal lato della lingua senza accorgersene.
Impianto. Impianto più corto, inclinato come indica la CBCT. Molte persone vivono bene senza sostituirlo, se il primo molare regge.
- Approfondimento Canale mandibolare: il limite in profondità
48 e 38 Terzo molare inferiore (dente del giudizio)
Radici e vicini. Radici variabili, spesso curve verso il canale mandibolare. È il dente più spesso incluso.
Cosa fa l'osso. Dopo l'estrazione l'osso si rigenera da solo dentro l'alveolo. Il rischio vero della manovra è il nervo, che a volte tocca le radici.
Impianto. Non si sostituisce. Qui la domanda è solo se e quando toglierlo.
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Perché per ogni dente ti parlo dell’osso
Il dente si perde in un giorno. L’osso che lo teneva si perde nei mesi successivi, e lo fa in modo diverso a seconda del sito. Su un incisivo centrale superiore la parete davanti è così sottile che sparisce quasi subito; su un molare superiore è il seno mascellare a scendere dove stavano le radici; su un molare inferiore la cresta si stringe verso la guancia e il nervo, sotto, fissa un limite alla profondità. Il meccanismo generale l’ho spiegato in perché l’osso si riassorbe dopo un’estrazione. Le schede qui sopra dicono come quel meccanismo si applica a ciascun sito.
Per questo lo stesso impianto è un intervento di routine al 46 e una scelta da soppesare al 12. Il titanio è identico. Cambia l’osso alveolare che lo deve accogliere: quanto ne resta, di che qualità, e cosa gli passa accanto.
C’è una conseguenza pratica per te. Quando un dentista ti dice «lì non c’è osso», la frase ha significati diversi a seconda del numero. Al 16 vuol dire seno basso, e si risolve con un rialzo. Al 35 vuol dire cresta sottile sopra il nervo, e spesso si risolve allargando l’osso che c’è. Ne parlo in poco osso per l’impianto? Spesso non è vero.
Le altre numerazioni che puoi incontrare
Se il referto viene da un dentista formato negli Stati Uniti, o da un software americano, i denti sono numerati da 1 a 32 in un’unica sequenza. Si parte dal dente del giudizio superiore destro (1), si arriva a quello superiore sinistro (16), si scende al giudizio inferiore sinistro (17) e si finisce all’inferiore destro (32). In quel sistema il 46 dell’FDI diventa il 30. Il sistema di Palmer, ancora usato da qualche ortodontista, indica il quadrante con un simbolo a squadra e il dente con una cifra sola.
I denti da latte hanno quadranti propri, da 5 a 8: il 55 è il secondo molarino superiore destro di un bambino, il 71 l’incisivo centrale inferiore sinistro.
Se hai in mano un preventivo o un referto con numeri che non tornano, portalo alla visita. Leggerlo insieme richiede due minuti e toglie di mezzo metà delle domande.
Domande frequenti
Quale dente è il 46?
Quale dente è il 36?
Quale dente è il 16?
Cosa sono il 18, il 28, il 38 e il 48?
Perché il 46 è a destra se nella mappa sta a sinistra?
Nel preventivo di un altro dentista lo stesso dente ha un numero diverso: chi sbaglia?
Perché il dentista usa i numeri e non i nomi dei denti?
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Espansione crestale (split crest) →Allargare la cresta senza trapianto — tecnica ERE e bonebending
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